ALBA
Alba è uno skiff di classe R3, il primo interamente progettato e costruito dal team. L'imbarcazione, che unisce alte prestazioni, efficienza idrodinamica e sostenibilità ambientale, è pensata per navigare oltre i 10 nodi.

La fase di progettazione è iniziata partendo da un’analisi comparativa sulle vecchie imbarcazioni presenti in università, da cui sono stati estratti spunti progettuali e criticità costruttive: Saracena, Speziale e Corsara. Successivamente sono stati generati dei modelli CAD parametrici, valutati attraverso analisi idrostatiche e simulazioni CFD per ottimizzare la geometria dello scafo e ridurre la resistenza residua. L’ottimizzazione ha incluso anche lo studio delle appendici (deriva e timone), con la definizione dei profili e il loro posizionamento basato sul calcolo del LEAD, per garantire il corretto bilanciamento tra centro velico e centro di resistenza laterale. Le strutture interne sono state dimensionate mediante analisi FEM (Finite Element Method), con l’obiettivo di massimizzare la rigidezza flessionale e torsionale, mantenendo un peso complessivo contenuto. Il layout prevede paratie e rinforzi disposti in modo da distribuire i carichi dinamici su tutta la superficie strutturale. Il piano velico è stato definito in collaborazione con Venti Sails, con l’obiettivo di ottenere un compromesso tra una superficie velica efficace e manovrabilità, ottimizzando le prestazioni nelle diverse condizioni di vento. L’albero in alluminio è affiancato da un sistema di attrezzatura di coperta progettato con Harken, che comprende bozzelli, strozzatori e rinvii .
Il progetto è stato realizzato seguendo il regolamento della 1001Vela Cup, che impone l’impiego per almeno il 75% di materiali naturali, riciclati o riciclabili. Per soddisfare questi requisiti, Alba è stata costruita interamente in sandwich, utilizzando fibra di lino e fibra di vetro come pelli esterne, un core strutturale fatto in PET riciclato e una matrice polimerica con resina epossidica biobased. Nelle aree ad alta sollecitazione (scassa della deriva, attacchi delle sartie, piede d’albero e dritto di prua) il sandwich è stato sostituito da stratificazioni in single skin per incrementare la resistenza meccanica locale.

SCHEDA TECNICA
Lunghezza fuori tutto :
Larghezza :
Immersione :
Altezza albero :
Superficie fiocco :
Superficie randa :
Superficie gennaker :
4,6 m
2,1 m
1,1 m
7 m
5 mq
11 mq
17 mq


LA COSTRUZIONE
La costruzione è stata interamente realizzata dal team, articolata in otto fasi principali :
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Realizzazione dello stampo con struttura in legno, fresata con la CNC, e in seguito laminazione superficiale;
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Infusione dello scafo in due momenti, prima pelle esterna + core e poi pelle interna, entrambe eseguite sottovuoto;
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Produzione e integrazione della scassa della deriva, rinforzata con pelli multiassiali e incollata allo scafo con una laminazione localizzata;
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Produzione delle strutture interne tramite infusione one-shot, taglio su sagoma e posa sulla geometria controllata con tracciatura laser;
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Infusione e assemblaggio della coperta, divisa in due elementi, a poppa fatta con core rampato e a prua in single skin, successivamente uniti e rinforzati ;
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Installazione del copertino, sagomato a caldo per adattarsi alla geometria del pozzetto;
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Costruzione delle terrazze laterali, in lega di alluminio 6063, progettate per essere smontabili e saldate da un'officina esterna;
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Barca armata


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IL REFIT
Durante le prove in mare, l’imbarcazione ha evidenziato criticità: difficoltà di raddrizzamento, allagamento del pozzetto, gestione problematica del gennaker e infiltrazioni dall’attacco dello strallo. Per questo è stato avviato un refitting con modifiche strutturali e funzionali. A poppa le murate sono state tagliate per favorire il deflusso dell’acqua, mentre a prua è stato eliminato il copertino e rinforzata la struttura adottando una nuova coperta inclinata. Le terrazze sono state modificate per rendere più agevoli le manovre e l’attacco dello strallo è stato riprogettato in modo da garantire solidità.



UPGRADE FOIL
La robustezza strutturale raggiunta con ALBA ha permesso al team di introdurre soluzioni tecnologiche avanzate per migliorarne le prestazioni e superare i limiti idrodinamici legati ad uno scafo privo di rocker.
L’iscrizione alla classe 1001VELA CUP FOIL ha dato inizio a una nuova fase di sperimentazione, concentrata sull’introduzione di appendici portanti e su modifiche sostanziali all’appendice di poppa e al piano velico.
Nel dettaglio, gli interventi hanno riguardato:
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Foil sul timone: genera portanza a poppa, contribuendo a sollevare lo specchio d’acqua di poppa e a compensare l’assenza di rocker longitudinale dello scafo.
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Controllo dell’inclinazione: il timoniere può modificare direttamente l’angolo di attacco del foil, consentendo un assetto longitudinale preciso.
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Gantry: permette di allontanare il punto di applicazione delle forze del timone rispetto al centro velico, aumentando il braccio di leva e contribuendo a contrastare la tendenza alla strapoggia. La nuova posizione permette inoltre al foil di lavorare in una zona più ottimale rispetto al profilo dell’onda generato dallo scafo.
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Upgrade del piano velico: l’adozione dell’armo del 49er FX ha portato la superficie velica complessiva da circa 33 m² a 44 m², aumentando sensibilmente la potenza disponibile e l’efficienza nelle andature di bolina.
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Regolatori di tensione: nuovi sistemi di regolazione permettono di modificare con precisione il precarico delle sartie, adattando la flessione dell’albero e il grasso delle vele in funzione dell’intensità del vento, direttamente in acqua.
Con ALBA FOIL, il progetto entra così in una nuova fase: non più soltanto sviluppo e ottimizzazione dello scafo originale, ma sperimentazione di soluzioni orientate al controllo dell’assetto e all’incremento delle prestazioni.
BARCA IN ACQUA



